ROMANTICISMO


27 Luglio
Lobo & Lobulo, 27 Cieccio 18L

Ei fu
Lui credeva
Lei voleva
Lui attaccava

E' finicio
Una larva lui è
Nella tela della Sventro
Della Sgamongola finì.

Comandava i Lobi
Dal suo cavallo bianco
Ma ora non più
Lui servizievole è diventato
E i Lobi a quel paese ha mandato

Oh, Globo
Dio Canone ma ci sei o non ci sei ?
Mi lampeggiano le Glorie passate
Ora si alternano queste giornate
Spento sei,
Inutile come un maccherone crudo.

Servo della gleba
Rivoltati, impugna il forcone
Altrimenti, se resti passivo
Sei soltanto un normale terone.

A Taz
Lobulo, 4 Lobulònio 18L

Taz, rimembri ancora
Quei giorni che sembran lontani
Quando coi lobi splendeva
Una grande amicizia vera
E tu, felice o triste, sorridevi
Davanti al Fato ?

Risuonava l'Inno dei Lobi
Nella classe e tu ascoltavi
E partecipavi alla vita,
Quando ancora sapevi che i Lobi
Erano potenti
Davanti ai Gufi, la tua mente sana.
Era passato il Lobis e ti aveva
Ben giudicato.

Io immerso nel lavoro
Alzavo lo sguardo dai libri
E spezzando il tempo incalzante
Cercavo nella classe un sorriso
Che poteva darmi la forza di riprendere
Con più anima
Perché non lavoravo solo per i Lobi
Ma anche per te.

Che pensieri soavi
Mi colgono dal calpestato giorno.
Perché fu così ostile
Il Fato ?
Quando penso alla fine di questo,
A oggi, un odio mi prende
E si alzano i dolori
Vai dal Gufo o muori.

Il Sabato della Classe
Lobulo, 22 Costituenzio 18L

Il Corvo vien dalla campagna,
E spiega per un'ora, mentre la classe
Dorme, perché come suole
Si appresta, a non fare un cazzo
Nel dì di festa, e a chiudere i libri.

Siede alla cattedra il Vecio
E racconta la sua storiella scherzosa.
La Gnara ascolta, la classe dorme,
La Terona fa domande.
Quando è così rilassante la scuola ?

Scolaro, godi queste ore di lieto riposo,
Domani, l'incubo del compito in classe
Tornerà ad invadere i tuoi pensieri.

Parla la Zanetti rumorosamente
E s'adopra a fornir l'opra
Prima che la campanella suoni.

Qual fìa ristoro un suon di campana ?
Siamo forse più felici
Dopo mille e mille
Campane ? E' un attimo, un momento,
Usciti dalla scuola
C'è già tristezza.

La Quiete dopo la Piera
Lobulo, 22 Costituenzio 18L

Passata è la Piera, odo studenti far festa
E la Cragnona, tornata al suo banco
Ricomincia il suo canto.

Corridoi deserti e studenti all'erta
Tirano un sospiro di sollievo
All'evitata espulsione
O al rimproverone.

Sta per i cavoli suoi Nigello,
Fumacchiando per la via
Che porta alla presidenza:
Ahi ! Intrepido che sfidi la sorte,
Che questa bravezza non ti sia fatale !

Piacere figlio d'affanno !
Solo ora che la Piera è passata
A noi torna la voglia di studiare
E di sorridere,
E di continuare.
Perché questa dolorosa vita scolastica
Tu ci preservi o Fato ?
Non possiamo che gioire di un pericolo
Scampato, o di un brutto voto evitato.

Canto Notturno di un Piccione errante della Bolivia
Lobulo, 22 Costituenzio 18L

Che fai tu, Lobo, in ciel,
Dimmi che fai ?
Seppellisci la Ciccie immorali,
Incuti timore ai baganetti,
Insulti i professori ?
Dimmi che fai.
La mia vita è un viaggio senza meta
Vorrei sapere se tu hai un obiettivo,
Tu che sai tüdu,
Tu che stai sopra di noi.

Come un vecchietto zoppo e malfermo
sta lo studente senza reagire,
ed io passando sui davanzali
scorgo il loro fragile pensare,
senza sogni, senza mete;
così inutile è quindi la vita ?
Oh, Lobo, tu che tutto comandi
Dai al mio piccolo cervello un lume,
Dai una scintilla di sapere,
Donami un filo di futuro,
Prendi a schiaffi chi si addormenta sul sentiero,
E dì loro: 'La Lega ce l'ha duro'